Sin dai tempi antichi, si è avvertita l'esigenza di rendere pubblici gli atti che riguardavano la vita della collettività, affinché tutti potessero prenderne visione. Fu per soddisfare questa necessità che nell'antica Roma nacque l'album praetoris, su cui venivano esposti gli editti emanati dal praetor, ossia dal magistrato. Dal diritto romano, l'albo pretorio è giunto fino all'ordinamento giuridico moderno, ove indica il luogo - situato, in genere, all'ingresso del Municipio - in cui, per disposizione di legge o di regolamento, sono esposte le deliberazioni della giunta e del consiglio, le ordinanze del sindaco, i bandi di gara e di concorso, gli avvisi matrimoniali, e tutti gli altri atti che devono essere portati a conoscenza della cittadinanza. La millenaria istituzione dell'albo pretorio è stata recentemente investita dalla riforma introdotta dalla legge n. 69/2009, che, perseguendo il fine di modernizzare l'azione amministrativa incentivando l'informatizzazione, stabilisce (art. 32), la pubblicità legale degli atti sarà solo nell'albo online...Nonostante le recenti modifiche, l'Amministrazione Comunale continuerà per mera pubblicità notizia ad affiggere gli atti di maggiore importanza, nel tradizionale albo pretorio. Non è superfluo sottolineare al riguardo che, l'informazione è essenziale alla crescita democratica di un Paese, di cui costituisce un bene primario.