"Sono partito come volontario per l'Abruzzo per una settimana a maggio; sapevo che la situazione era critica ma vedere con i propri occhi quello che è successo a L'Aquila e dintorni è impressionante: case sventrate a metà con i mobili ancora in bilico, interi piani di palazzi accartoccati su se stessi, ovunque macerie.
I miei compagni ed io siamo stati destinati a Colle di Rojo, un paesino a 850 mt. di altitudine a 5 km da L'Aquila. Entrare nel campo è stato desolante: tutte quelle persone anziane, tanti bambini rimasti senza niente, ancora spaesati in quel campo, dove molto era ancora improvvisato.
Durante quella settimana ci alzavamo alle 6.30 e lavoravamo fino alle 8.00 di sera fermandoci solo per il pranzo, il lavoro non mi pesava, sapevo che ciò che facevamo serviva a migliorare le condizioni di quelle persone.
In quel periodo, una sera, c'è stata una scossa molto forte; non sarà facile dimenticare quello che ho provato. Eravamo nella nostra tenda seduti sui lettini a parlare, all'improvviso i letti si sono sposati di oltre un metro, siamo usciti di corsa dalla tenda e in quel momento abbiamo visto tutte le persone del campo disperate, ancora una volta si era rinnovato lo spavento. I bambini piangevano, gli anziani pregavano, abbiamo cercato di riportare la calma ma ci sono volute delle ore.
Abbiamo preparato della camomilla e la dottoressa dava del calmante ai bambini, questo mi ha molto impressionato.
Questa esperienza mi ha dato molto e conto di ritornare presto per offrire un piccolo contributo per ciò che mi sarà possibile, come me sono tanti i volontari che nell'anonimato vanno ad aiutare dei nostri concittadini colpiti da questa grave tragedia."
Davide.