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3 agosto 2010

Archivio storico di Piombino Dese

Archivio storico di Piombino Dese
Dal mese di Luglio il Comune di Piombino Dese ha terminato il riordino dell'archivio storico dall'anno 1806
Salvare, riordinare e conservare un Archivio è una operazione anacronistica nel tempo dell’usa e getta assurto a struttura mentale del nostro tempo? Parrebbe di no se quelle carte, epurate dal lampo abbacinante dello scoop di giornata, costituiscono la cartina tornasole del nostro esistere di animali-uomini, da sempre aspiranti alla razionalità, ed impelagati, invece, nelle pastoie stringenti dell’utile contingente, divenuto necessario.Da sempre, ad azioni seguono reazioni consonanti con i tempi ma banalmente uguali nelle cause che le producono: cambia la pelle, ma non lo scheletro che la sorregge e di ciò è mentore saggio quanto rinchiude un archivio d’Ente pubblico, preposto all’organizzazione di un corpo sociale di cui registra bisogni, aspirazioni, frustrazioni, vizi e virtù.
Inutile, pertanto, sarebbe la sua cura se fosse fine a se stessa, e non rivolta, invece, all’interesse di chiunque voglia trovare risposta anche a sole curiosità che riguardino la sua esperienza vitale. Possono interessare i fatti bellici, il passaggio dalla civiltà contadina alla realtà industriale ed artigianale, la trasformazione urbanistica, l’andamento demografico, la situazione sanitaria, culturale, politica, come può incuriosire anche solo la propria discendenza, con la possibilità di costruire il proprio “albero genealogico”. E per soddisfare questi interessi o curiosità è indispensabile che l’Archivio sia reso facilmente consultabile, stabilendo adeguati tempi e modi, cosa che già si sta facendo.
Va da sé che la maggiore attenzione debba essere rivolta alla scuola, di ogni grado, in quanto referente privilegiato, quando si voglia intenderla come luogo delegato alla formazione di future generazioni costruite su potenzialità pragmaticamente esplicabili e non solo appese a tessiture utopiche che in nulla differiscono dal “pio desiderio”, sostenute come sono, nella migliore delle ipotesi, sull’aforisma “Spes ultima dea”, sempre più afono ed ingiallito dal tempo.