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Scrittori Piombinesi

LIBRI ….

 [reperibili presso la Biblioteca Comunale]

 

SCRITTORI  PIOMBINESI

 

Cagnin Renato, Tutti giù per terra, Ed. ScantaBauchi, Padova, 2008 [ 853.92 CAG ]

 

E’ una penna discreta, leggera e ben educata quella che usa Renato Cagnin per dipingere su fogli bianchi i paesaggi quasi incantati della sua (e nostra) campagna e rivelarci le emozioni di un cuore che non ha mai smesso di riscoprirsi bambino. 1 suoi racconti sono piccoli pezzetti di Vita vissuta che fanno tornare alla memoria luoghi, persone, situazioni che oramai stanno entrando nel dimenticatoio perché il progresso sta lentamente divorando i ricordi lasciando al loro posto aridi arazzi costruiti con finto benessere e fredda indifferenza. Non c'e tristezza nel suo ricordare e se qualche volta la nostalgia gli stringe il cuore ti da appena il tempo di accorgertene perchè subito fa tornare il sorriso arricchendo la narrazione con qualche piccola pennellata di sottile ironia. Per questo “ Tutti giù per terra" è un libro Scorrevole e fresco come i ruscelli di  cui Reato ci racconta, emozionante come le sue scoperte di bimbo, sereno come sereni erano i tramonti sui nostri campi verdi o dorati. E’ una sana boccata d’ossigeno per mantenere viva la nostra storia.

 

 

Cogo Lorenzo, Faggian Alessandro, Flora e fauna. Contributo alla conoscenza della natura del territorio. [ L 577 COG ]

 

 

La flora e la fauna di un ambiente di pianura alluvionale sono elementi consustanziali allo svolgimento nel tempo del profilo culturale e sociale di una comunità umana.

Dalle icone del tempo passato, oramai racchiuse in detti proverbiali, ricette erboristiche o culinarie, scampoli di vita contadina, alle odierne frenesie dell'urbanismo antropocentrico, poco attento a quegli elementi che non si integrano, per loro intrinseca natura nello spazio tempo de11'urbe polimorfa e onnivora, la presenza della vita animale e vegetale è imprescindibile e ci ricorda che noi uomini siamo parte di un unico ecosistema dove l'esistenza di altri esseri viventi è condizione stessa della nostra esistenza.

Un tomo sulla flora e fauna di Trebaseleghe con l'obiettivo di individuare quei connotati specifici che, nel loro insieme, caratterizzano e quindi individuano il nostro territorio, rendendolo davvero "speciale".

Lo scorrere delle pagine fra le dita del lettore, consentirà di apprezzare attraverso descrizioni, didascalie e foto, animali e piante tipici del nostro ambiente, da tempo ritenuti ormai scomparsi, ma che, ancora tenacemente , come tenace è sempre la vita, risiedono in questi spazi al confine tra il nitido passato dei campi e l'indefinito futuro della città.

Tutti possano apprezzare con quest'opera la polimorfica varietà di specie vegetali e animali che popolano, taluni discretamente altri con presenza assidua fino al limite dell'evidenza le nostre contrade, passando dall'aria alla terra all'acqua e finanche per il sottosuolo.

 

 

Mason Mariarosa, La casa di Nina, Cleup, Padova, 2008 [ 853.92 MAS]

 

 

Se sulle prime si crede di incontrare la storia di Claudia, del suo amore in crisi, del rapporto con una madre instabile e mai cresciuta, ci si dovrà ricredere.

Il viaggio in montagna da lei intrapreso, una fuga all'inizio, diventa l'occasione per aprire uno spiraglio sulla vita di una donna, Nina.

Squarci di luce su un passato fino ad allora sconosciuto e con tinte drammatiche, permettono a Claudia di trovare parte delle sue radici.

Incursioni in mondi lontani nei quali Nina ha scoperto la passione per un uomo e una nuova dimensione al suo vivere. Paesaggi ed ambienti dove risuonano note e parole che permettono a due donne di riconoscersi ed accompagnarsi in un tratto decisivo del loro percorso.

 

 

Marinello Teresa, Pezzetti di Pelle, L’autore Libri Firenze, Firenze, 2006

 

 

Romanzo.

Fantasioso viaggio tra i mondi della realtà e dell'irrealtà, sino alla percezione del loro sottile punto d'incontro che dà all’uomo la possibilità di vedere entrambi in ciò che lo circonda. Uno sguardo del tutto nuovo sulle bizzarrie dei sentimenti, i meccanismi del destino, le difficoltà da affrontare per una società che aspira a essere giusta. Favole moderne che accompagnano riflessioni quasi sognate, in quel dormiveglia che talvolta è molto più rivelatore e sincero della completa lucidità.

 

Marinello Teresa, Parentesi di luna, L’Autore Libri Firenze, Firenze, 1998

 

 

Romanzo.

Sorella del Sole, amica splendente, romantica confidente di ogni innamorato. La luna. Sotto il freddo e incolore di una Venezia complice e discreta, tre storie d'amore nascono illuminate dalla misteriosa forza della luna che, allo scoccare di ogni quarto regala al lettore colpi di scena, incontri fortunosi, casualità propiziatrici che portano sei ragazzi a intrecciare le loro vite e i loro sentimenti. Anni di immobilità, di timidezza e di profonde svaniscono così, quasi per magia, nel breve giro una "parentesi di luna".

Un romanzo fresco ma non privo di una punta c intensa drammaticità, soprattutto laddove la penna dell'Autrice si sofferma a tracciare la storia di Cloe,ragazza ribelle fuggita da casa, caduta nel giro della prostituzione e rinata a nuova vita grazie all'incontro di un grande amore.

 

 

Marconato Roberto, Periferia, Euroforum, Forlì, 1980.

 

 

Raccolta di poesie.

Prevalgono le cantilene e le filastrocche, melodie dal ritmo lento improvvisamente accelerato verso la fine del componimento. Giochi verbali, trafile fonico-lessicali successioni quasi di mottetti, dalla grazia delicata e amabile, dall'aria cantabile. A volte, scioglilingua di allitterazioni e ripetizioni formulari, costruiti con sapienti rime incrociate, interne, divaricate, baciate. Poi, equivoci verbali, salti e scherzi, che consegnano al lettore una realtà scoppiettante che più « reale » non la si potrebbe rappresentare.

 

 

 

Mainente Renzo, La mia pioggia è rimasta solo gocce.

vol.1 [ ]

vol.2 [ ]

Raccolta di poesie.

 

 

Panozzo Fabio, Io con me stesso, Il Filo, Roma, 2008. [ ]

 

 

Raccolta di poesie.

Fabio Panozzo è un uomo coraggioso, è un uomo che sa mettersi in gioco e non ha paura del giudizio altrui. Perché dico questo? Perché Fabio Panozzo si confessa nelle pagine di Io Con Me Stesso, e lo fa con un senso di immediatezza e di spontaneità raro. Forse è vero che nella poesia ciò che più conta non è tanto quello che si scrive ma la sincerità con la quale lo si fa, e allora bisogna riconoscere a Fabio Panozzo un grande merito. Si percepisce dalla lettura delle sue liriche la necessità di scrivere per bisogno, per quel bisogno che quasi toglie il fiato: è la voce del poeta che emerge chiara e forte da queste parole, da questi versi pregni di vita. La dimensione precipua di questa raccolta è però quella dell'amore, un amore chiuso e ormai terminato, che però non manca di respirare ancora tra le ciglia del poeta.

 

 

Don Giuseppe Guglielmo Pelloso, I giorni dell’ombra, Biblioteca Cominiana, 2002

[  ] 

 

 

PUBBLICAZIONI SU PIOMBINO DESE….

 

Casagrande Isidoro, In Levada la Chiesa di San Pietro compie Mille anni 982-1982, Padova, 1981 [volume ]

Storia critica di Levada dalle origini ai nostri giorni.

 

 

Giaconi Giovanni, Facciate. Immagini di architetture venete 1987-1997. Villa Marcello Levada di Piombino Dese 12-28 settembre 1997, Giaconi Publication, Vicenza, 1997 [L 720.280453 GIA]

 

 

Istituto Comprensivo di Piombino Dese, Sc. Secondaria di 1° grado, Palladio nella terra del drago, natura fortior ars: 1508-2008., Padova, 2008 [ L 945.32 IST ]

 

 

L’organo della Chiesa arcipretale  SS. Simone e Giuda di Torreselle. Restauro di Giorgio Carli.

 

 

Piombino Dese.Quattro Ciacoe -Mensile in dialeto de cultura e tradission venete.

Ottobre 1996 [pp. ]

 

 

Pelloso Angelo, Piombino Dese-Cenni di Storia ed Arte, Padova, 2000

[L 945.32 PEL]

L’amministrazione ha deciso di predisporre un libro che ricostruisse la storia del comune di Piombino Dese, dai tempi antichi fino ai giorni nostri. Ne è uscita un'opera completa, di pregio e ricca di informazioni utili, che ricostruisce e dà memoria alle radici della nostra comunità. Sempre più spesso si parla di recuperare le proprie tradizioni e personalmente penso che questo sia un bene.

Un bene specialmente per comunità come le nostre, che affondano in un passato remoto le proprie radici, ma che ascrivono ad un passato più recente il proprio sviluppo economico.

Le grandi trasformazioni degli ultimi decenni dovute a un'industrializzazione diffusa, ai grandi movimenti di popolazioni, alle nuove tecnologie e all'internazionalizzazione delle economie, hanno infatti drasticamente modificato i nostri comportamenti e i nostri stili di vita, erodendo in profondità lo spirito di comunità e il nostro patrimonio di cultura e di tradizione che stiamo lentamente ma inesorabilmente perdendo.

Una perdita pericolosa, perché la disponibilità al confronto e al dialogo con il diverso è tanto maggiore quanto più si è certi della propria identità.

Chi è incerto intorno alla sua appartenenza, precario nel radicamento culturale, instabile nelle relazioni comunitarie, difficilmente reagisce in modo positivo nei processi di scambio e di confronto tra culture, perché teme di essere travolto. Per questo è indispensabile, davanti al profilarsi di una società multiculturale e plurilinguistica, conoscere a fondo le caratteristiche della propria cultura e della propria storia, per poter soddisfare quell’indispensabile bisogno di appartenenza, che ogni persona manifesta in relazione alla sua comunità.

Questo libro vuole offrire la possibilità di accostarsi alla fonte della propria cultura, così da riscoprire il valore del proprio essere nella comunità delle generazioni.

 

 

Pelloso Angelo, La parrocchia “San Biagio” di Piombino Dese. Chiesa che vive tra le case degli uomini., Padova, 2007  [ L 282 PEL ]

Libro sulla storia della Parrocchia "San Biagio" di Piombino Dese. Si tratta, infatti, di un'opera di assoluto rilievo che, scavando nel passato, si protende con slancio nel futuro. E' destinata, inevitabilmente, a diventare una pietra miliare per ogni cittadino piombinese che voglia rinsaldare il proprio legame con la sua Patria, che altro non è se non la terra dei padri, quella terra cioè dove affondano le proprie radici.

La storia, poi, della nostra terra e della nostra gente rappresenta un patrimonio ereditario straordinario anche per le nuove generazioni che vogliano crescere e maturare pienamente perché, come diceva Cicerone: "non sapere quello che è successo prima che tu nascessi significa restare sempre bambino". Encomiabile, pertanto, l'iniziativa, propugnata e sostenuta da Monsignor Aldo Roma; preziosa, come sempre, l'opera del dott. Angelo Pelloso.

La storia della Parrocchia, a Piombino Dese come nel resto d'Italia, si confonde fatalmente con quella del Comune in un intreccio fatto di aneddoti, avvenimenti, scorci di paesaggio, facce e personaggi.

Vi si scorge in rilievo l'opera meritoria dei parroci, succedutisi alla guida della Chiesa locale, i quali, nel corso dei secoli, hanno saputo essere autentici interpreti delle esigenze spirituali e materiali dei loro fedeli. Se ne ricava un insegnamento: la necessità della comprensione e collaborazione reciproca tra le diverse realtà locali, civili e religiose, per il bene della comunità tutta intera.

 

 

Pelloso Angelo, Il capitello a S.Antonio di via Albare. Dal “diario” di Guido Scattolon, Padova, 2008 [ L 704.9 SCA ]

L’autore, con un linguaggio scorrevole, pone in risalto i motivi che hanno determinato la costruzione del capitello, lo scampato pericolo in seguito ai continui bombardamenti sulla ferrovia e la forte devozione dei Piombinesi. Una testimonianza forte delle nostre tradizioni e dei nostri valori .

 

Pelloso Angelo, Scritti dal fronte ( dal 1935-1938 / 1940-1944). Lettere dei soldati piombinesi: una scuola di umanità, di fraternità, e di fede per le nuove generazioni”, Padova, 2004 [ L 940.54 SCR ]

Dal 3 al 10 agosto 2002 la comunità parrocchiale di Piombino Dese organizzava il primo "viaggio-pellegrinaggio" in Russia.

Otto giorni intensi, ricchi di conoscenze ambientali, umane, culturali e spirituali, nel contatto con la gente e con i religiosi della chiesa ortodossa.

Tutto indimenticabile di quel viaggio! Ma di quegli otto giorni, il mercoledì 7 agosto 2002, rimane incancellabile in ciascuno dei partecipanti: la visita, alle ore 18,40, al cimitero dove sono sepolti 800 soldati italiani, all'ombra di una foresta di betulle, nei pressi della città di Suzdal, che si trova a 270 km. a nord di Mosca.

In quel tramonto russo una preghiera silenziosa da parte di tutti i piombinesi, in un clima rarefatto, segnato da fede, da pietà e da grande tristezza.

Rientrati a Piombino Dese, "per non dimenticare", Mons. Aldo Roma ha pensato di pubblicare molte delle oltre mille lettere che i soldati piombinesi, dai vari fronti (Africa, Spagna, Balcani, Russia, campi di concentramento...) avevano inviato al parroco di questa comunità, mons. Antonio Dal Colle.

Un servizio culturale, di memoria per il sacrificio dei militari piombinesi tutti, e di pietà per i Caduti, affinché non si perda la lezione storica della guerra e quel patrimonio di fede, di umanità, di libertà e di spirito di patria che ci hanno lasciato.

 

 

Pelloso Angelo, La villa Cornaro di Piombino Dese, Padova, 2008 [ ]

Ricorrendo il quinto centenario della nascita di Andrea Palladio l'Amministrazione Comunale ha voluto realizzare questo volume che si propone di descrivere, fin nei più reconditi particolari, Villa Cornaro e i suoi tesori.

Da quasi cinque secoli Piombino Dese e Villa Cornaro vivono in una simbiosi perfetta e magnifica. La villa risalta i due aspetti del Paese, rurale ed urbano, aprendosi in una delle sue facciate verso la campagna, attraverso uno straordinario ponte a sette archi, e abbracciando, nell'altra, la via principale del centro storico. Rappresenta il lascito straordinario di una delle famiglie più potenti del patriziato della Serenissima, i Cornaro, che a Piombino hanno individuato il sito ideale dove costruire una residenza che fosse palladianamente "bella, dilettevole e commoda".

Una villa, poi, che nella sua storia non è stata solo residenza di signori ma anche asilo d'infanzia, rifugio di guerra e base di appostamento.

Mancava nella letteratura mondiale un'opera completa su una delle ville più imitate al mondo che ha ispirato, persino, la White House di Washington.

È un libro, questo, che ci aiuta a scoprire molti segreti del genio di Andrea Palladio che qui, a Piombino, fu, oltre che progettista anche direttore dei lavori.

Inoltre ci disvela i pregi dell'arte pittorica di un giovane talentuoso Mattia Bortoloni, e di quella scultorea di Camillo Mariani e di Bortolo Cabianca.

Un omaggio che Piombino Dese rende al genio assoluto di Andrea Palladio il quale, ispirandosi all'antico, ha saputo, con abilità insuperata, codificare l'arte architettonica moderna svelandoci il segreto di saper guardare al passato per progettare il futuro, di avere il coraggio di voltarsi indietro per andare avanti.