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ARCHIVIO DI STATO DEL COMUNALE DI PIOMBINO DESE
di Angelo Pelloso 049/9369421

Un bene del cittadino
Che l’archivio costituisca l’elemento che più di ogni altro sia in grado di testimoniare lo stato di salute di un ente pubblico o privato che sia è cosa saputa e ampiamente verificabile ogniqualvolta si abbia la necessità di ricorrere ad una istituzione preposta all’erogazione di un servizio organizzato in modo tale da ottenere la risposta più adeguata nel più breve tempo possibile. E la collocazione delle “pratiche” in un contenitore che definiamo archivio dà i risultati, in tempi e modi, che rispecchiano perfettamente la “cultura” di chi vi opera, ponendo sullo stesso piano comandante e comandato.
Ciò ha valore per l’archivio corrente, necessario al perfezionamento di pratiche in corso, dove ben vale il proverbio “carta canta!”: quando invece si tratti di carte che abbiano esaurito la loro validità, giuridica o altro, e ci si colloca nell’archivio cosiddetto “storico”, allora le alternative sono due: o destinare il tutto alla meritevole operazione del riciclo carta, o conservare il tutto secondo i principi e le regole dell’archivistica, che vale a dire ordinato in modo tale da poter essere consultato da chiunque ne abbia un qualche interesse.
Può interessare la ricostruzione del proprio albero genealogico come l’alternanza nel tempo delle rappresentanze politiche locali, la trasformazione urbanistica del paese, il passaggio dall’agricoltura all’industria e all’artigianato, oppure il cammino dell’istruzione, dell’associazionismo e di ogni aspetto del nostro vivere sociale in rapida evoluzione e sempre meno propenso a fissare nella memoria, persuaso che una eventuale storia spetti ad altri costruirla, quando invece ognuno è un tassello insostituibile nel grande mosaico delle esistenze.
Una garanzia che questa opera di ordinata conservazione non divenga un esempio di fatica inutile ed improduttiva può giungere principalmente dalla scuola, qualora in essa maturi la convinzione che l’archivio altro non è che un libro di storia inedito di cui ognuno può diventare originale ed irripetibile autore.

Sua consistenza e riordino

L’archivio, nonostante le ripetute sollecitazioni della Sovrintendenza, affinché si provvedesse a conservarne i materiali in luogo adeguato, inviate fin dal dopoguerra al Comune e puntualmente disattese, era ammassato nella soffitta dell’ex caserma dei carabinieri, ora Centro Anziani, in condizioni estremamente precarie, antigieniche e senza nessuna custodia.
Dopo un primo trasloco ed una sommaria ripulitura, si è provveduto a stilare un elenco di consistenza e a rivestire le vecchie buste contenenti gli
ATTI
con altre omogenee per colore e altezza sul cui dorso si è riportato il contenuto, mantenendo la suddivisione precedente.
Dopo altri trasferimenti, si è giunti a sistemarlo al piano superiore di Villa Fantin dove si è effettuata una ulteriore ripulitura seguita dalla collocazione delle carte nella categoria di riferimento con ordinamento cronologico, dopo attento esame di ogni busta. Nei frequenti casi riscontrati di utilizzo di spazi vuoti per la stesura di risposte chiaramente attribuibili ad altre categorie, si è provveduto allo spostamento nella sede appropriata soltanto nel caso in cui fosse possibile dividere il foglio senza pregiudizio dei contenuti.
Nella redazione dell’inventario, limitato finora al periodo 1806-1866, Dipartimento, Distretto, Cantone e Titolari sono stati ricavati dalle indicazioni riportate sulle coperte e all’interno dei faldoni, non essendo mai indicati espressamente, e non esistendo protocolli, se non parziali e solamente dal 4 gennaio 1807 al 21 novembre 1809. All’interno delle buste i materiali si trovavano già divisi in fascicoli per referato, con inserito in alcuni di questi, dal 1816 al 1820 un “fascetto” con sulla coperta riportati i numeri di protocollo generale del Commissariato..
Dall’ anno 1817 al 1856 vi sono ammanchi più o meno vistosi con l’eliminazione di interi referati, fino all’eliminazione completa di buste relative agli anni 1822-1828, frutto, evidentemente, di scarti selvaggi poiché le buste contrassegnate con quegli anni sono state usate per annate successive. In una busta sono racchiusi i verbali delle deliberazioni consiliari degli anni 1827-1852.
Essendosi mantenuta la divisione originaria, il numero dei pezzi è rimasto invariato contando 69 buste di cui 19 relative al periodo napoleonico (1806-1813) e 50 al periodo austriaco (1814-1866).
Alle buste sono stati dati collocazione e numeri di corda inesistenti sui vecchi contenitori.
La documentazione relativa ad opere pubbliche già costituente una serie titolata “Opere d’arte”, comprendente gli anni 1828-1960, è rimasta inalterata. Ugualmente inalterata si è lasciata la serie “Spedalità” costituita da 50 buste comprendenti gli anni 1934-1975.
Complessivamente il numero dei pezzi registrati che vanno dal 1806 al 1992 sono 893.
Quasi altrettanto materiale improprio ed impropriamente depositato dovrà essere oggetto di un radicale prossimo provvedimento.
 

REGISTRI

1) n° 16 registri d’anagrafe degli anni 1835 (voll.4); 1850 (voll.5); 1870 (voll.7)
2) n° 10 registri di deliberazioni del Consiglio: registro
  • 1) anni 1871-1884
  • 2) “ 1884-1909
  • 3) “ 1909-1920
  • 4) “ 30.10.1909-04.12.1909
  • 5) “ 1920-1923
  • 6) “ 22.11.1946-01.08.1948
  • 7) “ 01.08.1948-22.11.1949
  • 8) ” 22.11.1949-27.12.1952
  • 9) “ 24.01.1953-20.02.1954
  • 10) “ Indice 1971-1974

3) n° 9 registri di deliberazioni della Giunta
  • 1) anni 1889-1895
  • 2) “ 1895-1905
  • 3) “ 1906-1912
  • 4) “ 1912-1916
  • 5) “ 1916-1923
  • 6) “ 1946-07.03.1947
  • 7) “ 07.03.1947-15.01.1948
  • 8) “ 26.02.1950-18.06.1954
  • 9) “ Indice 1971-1974

4) n° 7 registri di deliberazioni del Podestà
  • 1) anni 1923-1927
  • 2) “ 06.04.1927-02.02.1932
  • 3) “ 06.02.1932-19.12.1936
  • 4) “ 26.12.1936-04.04.1941
  • 5) “ 04.04.1941-22.12.1945
  • 6) “ Indice 1927-1936
  • 7) “ “ 1936-1947

5) n° 2 registri deliberazioni sui fondi a calcolo
  • 1) anni 17.01.1936-11.10.1946
  • 2) “ 1946-1950

6) n° 2 repertori del Segretario
  • 1) anni 1887-1912
  • 2) “ 1913-1929

7) n° 93 registri protocollo anni 1948-1995

ALTRI ARCHIVI

- Congregazione di Carità: buste n° 10 - anni 1858-1937- E.C.A.: buste n° 44 - anni 1938-1978
Contiene gli atti dell’Istituto elemosiniere di Torreselle (1858-1870), una busta con 5 legati (1595-1923) e la documentazione della Congregazione di Carità (1868-1937) poi E.C.A. (1938-1978).
 
busta 9, 10   1810
 28160 Byte
 
busta 6, 7, 8  1809
 33280 Byte
 
busta 57, 58, 59     1864
 27648 Byte
 
busta 54, 55, 56    1863
 29696 Byte
 
busta 47, 48, 49      1861
 36352 Byte
 
busta 44, 45, 46    1860
 31744 Byte
 
busta 41, 42, 43      1859
 37888 Byte
 
busta 4, 5  1808
 34304 Byte
 
busta 39, 40      1858
 41472 Byte
 
busta 38      1857
 25600 Byte
 
busta 37  1854-1856
 30720 Byte
 
busta 34  1851- 1853
 25088 Byte
 
busta 22, 23   1815
 35840 Byte
 
busta 20, 21   1814
 34304 Byte
 
busta 2, 3   1807
 33280 Byte
 
busta 1865
 34816 Byte
 
busta 17, 18, 19   1813
 30208 Byte
 
busta 14, 15, 16   1812
 28160 Byte
 
busta 11, 12, 13   1811
 30720 Byte
 
busta 1    1806
 42496 Byte
 
busta 24, 25   1816
 49664 Byte
 
busta 26   1817,1818
 32768 Byte
 
busta 28     1831-1838
 32768 Byte
 
busta 29      1839-1842
 34816 Byte
 
busta 30    1843-1846
 37376 Byte
 
busta 31      1847, 1848
 27648 Byte
 
busta 32      1849, 1850
 22016 Byte